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2020: un anno da dimenticare, o quasi

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La pandemia del Covid-19 con oltre 1,5 milioni di morti, l’attacco hacker contro Google e la rete, la morte di molti personaggi famosi dello sport e dello spettacolo che hanno fatto la storia come Kobe Bryant, Gigi Proietti, Diego Armando Maradona, Paolo Rossi, Little Richard, Sean Connery e tanti altri.

Una crisi economica globale senza precedenti. L’economia peggiora con percentuali negative a due cifre. L’Italia attaccata al respiratore artificiale “benevolmente” concesso dall’UE. Sospesi gli svaghi, i viaggi, i concerti, lo sport dilettantistico di squadra, ai giovani è permesso di andare a scuola per qualche giorno a settimana e il resto a casa, a distanza, rete permettendo.

E’ la trama di un film di fantascienza? No, si tratta della pura realtà.

Non abbiamo prove su chi abbia diffuso il Coronavirus, comunque ha avuto l’effetto di una bomba atomica che ha ucciso le persone senza distruggere i capitali negli Stati più ricchi.

Le bombe atomiche costruite durante la corsa agli armamenti a cavallo tra il 1960 e il 1970, non furono mai esplose, forse per non danneggiare i beni di chi possedeva le armi e dei suoi sostenitori. La “bomba del Covid” ha messo in ginocchio tutti i Paesi democratici occidentali lasciando in piedi le ricchezze e i colossi delle imprese multinazionali. Missione compiuta?

A pagare il prezzo più alto sono le piccole imprese e le famiglie che grazie ad esse vivevano.

Come uscirne al più presto possibile? Dobbiamo unirci tutti, sconfiggere le paure e combattere ogni giorno contro le ingiustizie come se avessimo di fronte un nemico invisibile, che si materializza nelle forme più strane, ad esempio un lavoro che viene tolto, una tassa in più che viene imposta, un Paese vicino che limita gli ingressi principalmente agli italiani. L’elenco dei nemici invisibili potrebbe continuare a lungo, ognuno di noi conosce i suoi nemici che spesso crescono e si nutrono nell’indifferenza della società verso tutti noi.

La storia mostra esempi di riscatti contro le malattie infettive come avvenuto con la peste del ‘300 e più recentemente con la Spagnola.

Chi ha lottato in quel tempo è ricordato come componente di una società riscattata, perché ogni epidemia lascia dietro di sé la fortificazione per l’esperienza negativa e la tendenziale ripresa del ciclo economico.

Charlie Chaplin, nel film “Il Grande Dittatore”, e in particolare nel suo discorso all’umanità, descriveva come gli uomini possono uscire dalle situazioni più difficili: “La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l’avidità ci ha resi duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza, senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto”. “L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e qualsiasi mezzo usino la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un’anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini!”.

Queste parole ci fanno capire che è necessario combattere una guerra contro una dittatura che non vediamo e che non ha il coraggio di mostrarsi e spiegare i suoi obiettivi. Soltanto al nostro interno possiamo quindi trovare la forza d’animo per rialzarci più forti di prima partendo dal rafforzare il senso della comunità in cui viviamo, il senso della partecipazione alla vita sociale ed economica locale, in altre parole meno globalizzazione, meno politica propagandistica, consumiamo, viaggiamo in Italia e dedichiamoci all’amministrazione del bene comune, che non è fare politica ma impegnarci ognuno per proprio conto rimediando ai nostri errori, sconfiggendo le piaghe della società e dedicandosi al benessere della propria comunità, della propria famiglia.

Un buon auspicio per il 2021.

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