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A Natale (non) puoi

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“A Natale puoi, fare quello che non puoi fare mai”, “E’ Natale e a Natale si può fare di più, è Natale e a Natale si può amare di più, è Natale e a Natale si può fare di più, per noi, a Natale puoi”. Recita così il celebre ritornello di “A Natale puoi” di Roberta Bonanno, ma quest’anno il testo risulta leggermente difficile da applicare: “amare di più” sì, ma a distanza.

E se l’idea di mangiare un panettone in videochiamata, o giocare a tombola via Skype, qualche anno fa era impensabile, al giorno d’oggi sembra anzi qualcosa di ancor più fattibile. Mentre San Giuseppi da Volturara Appula parla di “raccoglimento spirituale” il quale “farlo con tante persone non viene bene” e, contemporaneamente, risponde alle letterine via pec, infatti, la curva epidemiologica sembra prestare solamente un leggero calo, a seguito però di un minor numero di tamponi effettuati; oggi 16 novembre sono stati registrati 27.354 casi, dato minore rispetto ai 40.902 di tre giorni fa. Ciononostante, il mese di dicembre si avvicina e, conseguenzialmente, anche le festività natalizie, da sempre fonte principale di crescita economica a fine anno, nonché giornate di amore verso i propri cari e uno spiccato senso di altruismo per i meno fortunati (peccato ci se ne ricordi solo il 23 dicembre, il più delle volte). Con la pandemia da Covid-19 in corso, però, trascorrere le feste in famiglia o con gli amici può seriamente diventare un ricordo passato, sperando – per amor patriota o per timore – nei festeggiamenti del 2021. Tuttavia, nei palazzi di Governo riecheggia l’urlo ottimista e missionario di figure come il Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio, che più che un’uscita stampa sembra rappresentare il titolo del prossimo cinepanettone con Christian De Sica: “salviamo il Natale”.

L’obiettivo è nobile e, statisticamente parlando, fondato. Di Maio argomenta con  “stringere ora è la sola strada possibile per salvare il Natale. Questo è l’obiettivo che va centrato con ogni sforzo e ogni sacrificio”. Abbracci e tombolate varie, infatti, sono gli aspetti meno drastici a cui rinunciare, ma discorso medesimo non può avvenire per l’economia del nostro Paese.

Le perdite stimate

Secondo uno studio condotto su perdite nel settore alimentare, Coldiretti e l’Istituto Ixè stimano una perdita di 5 miliardi di euro per questo Natale. Numero fondato proprio sulla spesa del 2019 effettuata dagli italiani, difatti 5 miliardi di euro tra consumi in casa e consumi in ristoranti, festeggiando il periodo natalizio con una media di 9 persone a tavola. Sul fronte ancor più culinario, Coldiretti continua riportando la possibile strage alimentare: 74 milioni di bottiglie di spumante potrebbero andare in fumo, 70 milioni di chili tra pandori e panettoni di seguito, con dietro 6 milioni di chili tra cotechini, zamponi, frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci, oltre che tonnellate di pasta.

Numeri estesi al turismo, si parla di una perdita totale di 30 miliardi di euro, come riportato sul Comunicato Stampa a riguardo, consultabile sul sito di Coldiretti.

Altra attenta analisi è stata condotta da Codacons, stavolta – però – sulla propensione alla spesa da parte delle famiglie in vista di un Natale “con covid”. Nel documento si legge, riguardo l’imminente festività, “una generalizzata contrazione dei consumi natalizi che scenderanno complessivamente del -14,5% sul 2019. Rispetto agli oltre 10 miliardi di euro di consumi generati dal Natale 2019, gli italiani spenderanno quest’anno circa 8,55 miliardi di euro per la festività, con una perdita che sfiora 1,5 miliardi di euro. La spesa per il Natale passa così dai 386 euro a famiglia del 2019 ai circa 330 euro del 2020, con dinamiche diverse a seconda dei settori”.

Crediti: www.cinefacts.it

“Da un lato c’è l’impoverimento generale di una consistente fetta di popolazione – argomenta il Codacons – che ha subito una perdita di reddito non indifferente tra marzo e oggi, dall’altro una situazione di grande incertezza sul futuro, che porta a contenere la spesa attuale in favore del risparmio. Vi sono poi le restrizioni imposte dal governo e dalle regioni, che limitano spostamenti e possibilità di acquisto, e che potrebbero aggravarsi nelle prossime settimane. Per la prima volta nella storia del Natale anche il settore degli alimentari potrebbe risentire dell’effetto Covid, con perdite più leggere del -5% rispetto allo scorso anno, salvo ovviamente nuovi limiti e restrizioni imposte dal Governo su pranzi e cenoni di Natale”.

Settori più colpiti non possono che essere quelli dello spettacolo (-85%), dei viaggi (-70%), di articoli sportivi (-35%) e di gioielli (-30%).

Ultima ma non per importanza è l’analisi emersa dal Rapporto Censis-Confimprese, stimando 25 miliardi di consumi in meno e la perdita di 700 mila posti di lavoro nel settore delle vendite, fino a 5 milioni se si generalizza.

Le possibili misure

Per evitare quello che sarà un disastro economico probabilmente mai registrato, il Governo potrebbe optare per un’apertura controllata, a seguito del termine ultimo del DPCM del 3 Novembre: il 3 dicembre.

Crediti: www.spain.info

Fonti ufficiose, difatti, presentano il possibile scenario natalizio:

  • Shopping contingentato, con obbligo di esposizione al di fuori dei negozi della capienza massima di clienti, oltre che sanificazione ogni tot di ore;
  • Raccomandazione, non divieto, di non superare il numero di sei persone a tavola, sia in casa che al ristorante;
  • Ritorno alla residenza o al domicilio se fuori regione;
  • Blocco degli spostamenti alle 22:00 in tutta Italia, estendibile alle 24:00 per la sera del 24 dicembre.

Tutto ciò a patto che l’indice Rt (indice di contagiosità) risulti inferiore a 1.

Le opinioni

Opinioni però discordanti sul tema “Natale”, creando spaccature tra i membri di governo e tra le menti della comunità scientifica.

“Dobbiamo continuare ad attenerci alle misure di distanziamento, un sacrificio che vale la pena anche per salvaguardare le persone a noi più care, a cominciare dagli anziani. Sia a Natale sia a Capodanno un cenone al ristorante, ma anche in casa, equivale ad un suicidio.”Pierluigi Contucci, direttore Istituto Alta Matematica dell’università di Bologna per “Corriere.it”

“Di regole per vivere il Natale non c’è bisogno, gli italiani sono responsabili.”Lorenzo Guerini, Ministro della Difesa su “ilfattoquotidiano.it”

“Nella speranza che a metà dicembre i contagi siano in fase di discesa, a Natale la tavola dovrà accogliere al massimo sei, sette persone.”Pierluigi Lopalco, assessore alla Sanità della Regione Puglia su “ilmessaggero.it”

“Le festività natalizie le trascorreremo con prudenza e sobrietà, data l’attuale circolazione del virus ancora intensa. Potremo però riunirci nelle nostre case, ma senza assembramenti e folle, stando attenti ai comportamenti, cercando di abbracciarci e baciarci solo con persone di cui si conoscono gli effettivi comportamenti. Occorre responsabilità e intelligenza.”Walter Ricciardi, docente di Igiene all’Università Cattolica di Roma e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza su “ilmessaggero.it”

“In relazione al virus, la chiusura dei centri commerciali il sabato e la domenica in alcune regioni non risolve nulla, perché concentra i già scarsi clienti durante gli altri giorni della settimana, con disagi maggiori.”Mario Resca, presidente di Confimprese su “Giornalettismo.it” riguardo la chiusura dei centri commerciali e dei negozi vari.

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