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Battibecchi e ritardi per le famiglie, ma non per gli immigrati.

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Immaginate di guidare in un centro abitato mentre tenete la mascherina sugli occhi invece che sulle vie respiratorie; con molta probabilità qualcuno passa a miglior vita. La situazione con le famiglie italiane, durante la fase 2 (non che prima sia stato diverso), è più o meno la stessa, in quanto passa a miglior vita la loro dignità e, in casi estremi, anche la persona in sé, come accadde al ventinovenne di Torino morto suicida a causa di un licenziamento dovuto alle misure restrittive per fronteggiare il Covid-19.

Ebbene, in quel di Palazzo Chigi sfugge un particolare molto importante, giusto un dettaglio: i soldi dovuti alle famiglie bloccate per due mesi sono soldi di emergenza e, in quanto tali, devono essere inviati con l’assoluta priorità. Ma tant’è, negli uffici della Presidenza e quelli limitrofi si è troppo impegnati nello specchiarsi, aggiustarsi la cravatta, preparare telecamere e frasi hollywoodiane per la prossima diretta Facebook serale, piuttosto che dare un concreto e veloce sostegno a chi contribuisce all’economia del Paese, a chi – ogni giorno – esce di casa e torna in essa trovando la mazzetta di bollette da pagare le quali, ancora oggi, non si sa se saranno rateizzabili più del normale, per via dell’emergenza vissuta.

Ricapitolando

Quindi: siamo governati da un team di narcisisti e giullari, le persone pensano – e attuano – il suicidio, le imprese chiudono e i fondi sembrano spiccioli, nonostante i tanti zeri. E, proprio a riguardo degli stanziamenti da devolvere alle famiglie, i 55 miliardi di euro certificati da quello che sarà il nuovo decreto rischiano di non bastare, in quanto – con le somme del provvedimento precedente – la cassa integrazione ha chiuso le porte in faccia a circa 1 milione di lavoratori part-time non occupati nel pre-epidemia, dunque risultando esclusi dai gruppi lavorativi aventi diritto ai 600 euro.

Maggioranza confusa

A condire il tutto è un vizio tanto difficile da debellare che caratterizza i pentastellati: l’arte del bastian contrario. Se da un lato, infatti, il PD e Italia Viva optano per elargire il futuro sostegno economico mediante “una tantum”, dandola in mano ai Comuni i quali dovranno distribuirla, i 5 Stelle puntano su quella che è l’ennesima ideona elettorale, creare un “reddito di emergenza” (basta cambiare il complemento di specificazione al “reddito di cittadinanza” et voilà) con una carta e due mesi di erogazione. Il risultato è semplice: un sussidio direttamente in mano alle famiglie, senza passare da Comuni et similia, per dare nuovamente l’idea di un Partito “realmente vicino al popolo”. Ci si dimentica, però, ciò che accadde con il fratello maggiore, quello di cittadinanza. Con il loro bigliettino da visita, infatti, i pentastellati finirono nella morsa dei “garantiti” e dei “non garantiti”, dando il reddito a chi possedeva Mercedes e privandolo a chi girava senza scarpe. E’ quindi chiaro che un rischio del genere, ora come ora, non deve avvenire.

Ma su una cosa in particolare sono tutti d’accordo: i fondi e l’assistenza per gli immigrati.

Si tratta di fondi emanati da strutture diverse, è vero, ma quella che preoccupa è la prontezza che si ha nell’emettere i connessi esecutivi e lo stabilimento delle somme, cosa che non avviene – e non è avvenuto – per i denari familiari.

Su proposta del Ministro all’Agricoltura Teresa Bellanova, difatti, si auspica ad un’accoglienza e regolarizzazione di 600.000 immigrati, trovando una lieve opposizione da parte del Viminale che ne prevede massimo 200.000. Ne seguiranno, di conseguenza, la costruzione di nuove strutture di accoglienza, alberghi ed edifici vari ai quali destinare quelle persone. Ma questa è discussione già nota, cavalcata per anni da gran parte del centro-destra.

Ciò che però nei mesi passati non c’era è la pandemia che stiamo vivendo, e proprio in Africa oggi si sono registrati +3.000 positivi in meno di 24 ore (qui il link per leggere il mio articolo a riguardo: https://l-editto.com/coronavirus-stiamo-attenti-allafrica/). Che qualcuno possa arrivare in Italia non è impossibile, considerati i 200 migranti giunti le scorse sere a Lampedusa.

Ma non c’è nessun problema, l’esecutivo rassicura che “i tamponi effettuati su una decina di profughi sono negativi”. Non si pensa, però, alla componente mafiosa che gestisce i flussi migratori all’interno della nostra nazione, la quale può facilmente far bypassare ogni controllo e/o modificare i risultati dai tamponi e controlli vari. A questo punto non resta che sperare che i provvedimenti di sicurezza per coloro che arrivano nel nostro Paese siano diversi da quelli che vantava Giuseppe Conte, negli studi di Lilli Gruber in gennaio. Perché le conseguenze le conosciamo già.

Precisazione

Occorre fare una precisazione, appurato che ogni volta che si tratta questo tema i “fascista”, accompagnati dai “razzista” e “xenofobo”, spiccano: chiunque, africano, cinese, americano, inglese, in questo periodo deve rimanere blindato nel suo Paese, quantomeno sino alla scoperta di un vaccino o di un piano di sicurezza stabile. Non per campagna elettorale, non per condire gli slogan dei “porti chiusi”, ma per corretta precauzione, in quanto siamo appena entrati nella fase 2 e un ritorno al “passato” non può avvenire, economicamente e umanamente parlando.

Ora più che mai l’Unione Europea e le Nazioni forti devono/dobbiamo aiutare i Paesi con difficoltà nella lotta al virus. Ora più che mai, noi italiani, necessitiamo di un governo cosciente e che sappia gestire il denaro a disposizione, lasciando nessuno morto di fame e attuando misure di sicurezza ferree, bloccando (almeno temporaneamente) i confini.

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