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Coltan: oro per le aziende tech, ma a quale prezzo umano?

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credits: scuole.medicisenzafrntiere.it

Coltan, o in termini geologici columbite-tantalite, è un minerale contenente tantalio (Ta) e niobio (Nb). Si tratta di elementi appartenenti alla famiglia delle “terre rare”, materia prima fondamentale per multinazionali dell’elettronica, che lo adoprano per realizzare semiconduttori.

Tale miscela si trova in vari giacimenti dislocati nel mondo, ma i maggiori si trovano in Australia, Brasile ed Africa.
Nel Continente Nero c’è una drammatica situazione che fa da amara cornice all’economia legata al Coltan nella Repubblica Democratica del Congo (RDC).

Che succede laggiù?

In pratica, svariate miniere sono nelle mani di signori della guerra, che esercitano il pugno duro sui lavoratori (anche minorenni) in barba alle leggi locali, che sulla carta vietano a quei gruppi di operare nel settore. Ciò che viene estratto è trasportato su camion dai “negocians” fino alle maggiori città della regione orientale della RDC, ovvero Goma e Bukavu, dove avviene lo smistamento nei “maisons d’achat” (90% senza licenza governativa).

Le società esportatrici, in gergo “comptoir”, comprano e rivendono Coltan agli stranieri, cinesi in primis, effettuando rimodulazioni dei prezzi.
In tutta questa catena infarcita di dubbia legalità, violenza e super-sfruttamento, ciò che lascia senza parole è l’assoluta consapevolezza delle varie “sorelle della tecnologia” (neologismo da me creato che ricalca le famose Sette Sorelle dell’industria petrolifera) sulla dubbia provenienza di tale minerale ma si comportano come se nulla fosse.

I colossi del settore fatturano ogni anno miliardi di dollari sulle spalle di poveri minatori sottopagati africani, grazie a noi acquirenti ignari, ma alla moda; e mentre qualcuno viene sfruttato, noi ci lamentiamo se qualche caratteristica del nostro device non ci piace…

un comportamento che andrebbe modificato? a voi decidere, ma la responsabilità è collettiva

Credits: extramagazine.eu

inutile dire che tingersi di arcobaleno per ricordare al mondo quanto è importante l’inclusività, il rispetto dei diritti umani, la lotta contro le discriminazioni, senza fare qualche piccolo miglioramento comportamentale, è del tutto inutile.

Diventa invece un ignobile teatrino dell’ipocrisia, sponsorizzato dal vile denaro, quando a farlo sono proprio gli sfruttatori!

Avere il coraggio di guardare in faccia la realtà ed ammettere che siamo tutti complici in un modo o nell’altro è un grande passo avanti. Nessuno ci vieta di comprare l’ultimo dispositivo tech, oramai sta diventando impensabile vivere senza, ma per lo meno è importante cercare di non seguire come idioti le imposizioni della società consumista, neoliberista e governata dal pensiero unico; come alternativa abbiamo quella di prendere tutti un biglietto aereo per l’ex Congo belga e diventare guerriglieri.


Mantenere lo status quo è più facile che lottare per una società più giusta ed equa… Sicuramente per gli sponsor dei diritti è più facile apparire che sporcarsi le mani...

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