Istruzione

coronavirus in bambini e ragazzi; come è cambiata la scuola

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La scuola come ben sappiamo è l’istituzione specializzata nell’assecondare e stimolare l’apprendimento, con finalità educative.

Ciò vuol dire che l’apprendimento non è soltanto un esercizio intellettuale ma è un’attività che indirizza verso la cultura e il sapere. Anche l’apprendimento è cambiato, molti ragazzi vedevano e vedono la scuola come un luogo repressivo e nozionicistico, ad essa si contrappone la scuola della produzione anziché della trasmissione della sola cultura. Il mondo cambia e con lui cambiano anche le conoscenze, oggi non basta più imparare nozioni, calcoli e verbi, oggi dobbiamo prima di tutto” imparare ad imparare. “ Con l’arrivo del virus tutto ha iniziato a cambiare in modo rapido e veloce, ed oggi anche una semplice lezione in classe con tutti i compagni che prima ci era scontata oggi non lo è più. Come noi anche la scuola si è adattata attraverso la DAD,(didattica a distanza) una sorta di “rimpiazzo” della scuola tradizionale.

Professori in difficoltà a creare “classi virtuali”, interagire con pc, tablet, app e strumenti d’apprendimento, cercando di garantire a tutti il diritto all’istruzione. Purtroppo il tempo che bambini e ragazzi trascorrono davanti agli schermi è notevolmente aumentato. Bambini e ragazzi in mancanza di un ritrovo come la scuola hanno trasferito buona parte della loro socialità sul web.

La crescita di questi strumenti digitali ha portato delle conseguenze negative come la perdita delle relazioni sociali, rifugiarsi negli strumenti digitali per non stare con gli altri e dunque, trascurare gli affetti di tutti i giorni e anche l’annullamento dell’interazione tra docente-alunno . Secondo alcuni studi l’uso dei social porta ad un isolamento e solitudine, peggiorando la qualità del sonno, irritabilità e il blocco della loro immaginazione soprattutto per i più piccoli,

Questo attaccamento agli apparecchi elettronici è dovuto soprattutto per contrastare la noia che nel primo lockdown è stato un problema un po’ per tutti.

I bambini e gli adolescenti devono poter giocare e relazionarsi con i propri coetanei, attraverso il gioco i bambini e le famiglie ritrovano socialità e benessere emotivo. Il neo ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, ha incontrato il presidente del consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi, David Lazzari, che ha confermato la necessità di arginare fenomeni di disagio e sofferenza tra gli studenti a causa del pesante impatto che la pandemia ha avuto su di loro. Questo aiuto è rivolto anche al personale e alla classe docente, già il 70% degli istituti ha avviato consulenze psicologiche per gli studenti e non solo. Questa figura è stata definita di primaria importanza in questo periodo, col fine di garantire il benessere psicologico all’interno del sistema scolasti

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