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Covid-19: ecco le pagelle dei leader.

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rapporto tra governo e popoli durante l’emergenza Covid-19

Tra i maggiori testi di Sociologia salta all’occhio la seguente definizione di potere: capacità di ottenere degli effetti, di produrre dei cambiamenti o di esercitare un’influenza. Nell’ambito dei rapporti sociali, invece, esso assume il valore di capacità posseduta da singoli o da gruppi in grado di modificare il comportamento di altri singoli o altri gruppi; il covid-19 ne avrà fatto guadagnare un’ pò a qualche leader?

Il potere, approfondendo questo concetto, è inoltre tale secondo due aspetti fondamentali:

  • Il potere è la relazione tra due singoli, tra più gruppi, nella quale A influenza B. Se B non esistesse, il potere di A non avrebbe alcun valore, e viceversa;
  • Il potere è bifronte, in quanto può palesarsi sia con il comando che con l’arte del “poter fare”, dell’ “essere in grado di”.

Soffermandoci sul primo aspetto, dunque, si può notare come un leader politico non è e non potrà mai essere tale senza l’appoggio di altri soggetti, in quanto il suo potere sarebbe circoscritto e non potrebbe manifestarsi in nessun modo; un sindaco senza cittadini, per intenderci, non può essere tale.

Seguendo quanto scritto, nel corso della storia il potere ha sempre avuto modo di palesarsi nel popolo in quella che è la sua forma decisionale; nella rivoluzione francese gli abitanti ghigliottinarono i propri governanti, nell’Italia fascista gli italiani decisero di appendere Mussolini a Piazzale Loreto. Oggi questi metodi “terapeutici” sarebbero impensabili, ma in tempi di pandemia i cittadini sono in grado di fare “pollice in su” o “pollice in giù” ai propri leader, di certo non facendoli finire nel Colosseo con le tigri ma a casa, senza lavoro, non è un opzione impossibile.

Andiamo dunque, ad analizzare il rapporto tra governo e popoli durante l’emergenza Covid-19 (i valori confermati/guariti/decessi risalgono alle ultime ore).

Stati uniti

Se circa tre mesi fa l’economia degli Stati Uniti andava a gonfie vele, oggi il Presidente Donald Trump si ritrova a fronteggiare una situazione tutt’altro che piacevole, soprattutto se in Florida le spiagge continuano ad essere colme di persone.

I contagiati superano i settecentomila, più di trentamila morti e, ad incorniciare il tutto, sono i venti milioni di disoccupati dopo il lockdown generale. Secondo i giornali statunitensi, il 55% della popolazione sarebbe contro le misure adottate dal Presidente tutto giacca e parrucchino.

Confermati: 740.746. Guariti: 66.676. Decessi: 39.158.

Brasile

La nazione guidata dal Presidente destroso Jair Bolsonaro sembra trovarsi in una fase di equilibrio, nonostante il governatore abbia licenziato, il 16 aprile, il suo Ministro della Salute Luis Mandetta considerando il forte consenso nei suoi riguardi per via di posizioni contrarie al Capo di Stato. I fondi tagliati alla salute e alla ricerca, appena qualche mese prima, sembrano non interessare il popolo, il quale pone fiducia nel suo leader con il 59% dei consensi, mentre appare un timido 39% per i “No-Bolsonaro”. Visto l’andazzo, tale veridicità di questi dati appare compromessa.

Confermati: 36.925. Guariti: 14.026. Decessi: 2.372.

Francia

Complici le rivolte da parte dei Gilet Gialli, il Presidente francese Emmanuel Macron fu messo alla gogna per via delle sue decisioni nel completo dissenso da parte della popolazione francese ma, con la pandemia in corso, il suo consenso è arrivato a toccare il 51%, nonostante si sia agito in abbondante ritardo avendo un esempio come quello italiano.

Confermati: 111.821. Guariti: 35.983. Decessi: 19.323.

Regno Unito

Si sa, il popolo inglese mostra un rispetto e una lealtà verso i suoi leader invidiabile da ogni Governo; non poteva che avvenire lo stesso in questa emergenza Coronavirus. Sin dall’uscita dall’Unione Europea, gli inglesi hanno presentato grande fiducia nel Primo Ministro Boris Johnson, fiducia tentennante nel momento in cui lo stesso dichiarò, a reti unificate, di attuare “l’immunità di gregge”. Insomma, chi muore muore chi vive vive.

Eppure, dopo aver sperimentato la violenza del virus in prima persona, BoJo ha attuato un piano sanitario efficiente e ciò è bastato per far salire l’asticella dei “sì” nei suoi confronti.

Confermati: 120.067. Guariti: in aggiornamento. Decessi: 16.060.

Germania

Fin da subito il cancelliere Angela Merkel si è dimostrato chiaro e coinciso, agendo con prontezza e parlando già di riapertura delle scuole. Il sistema sanitario si è rilevato ottimo, portando la Merkel alla cifra da capogiro dell’80% dei consensi.

Confermati: 144.124. Guariti: 80.584. Decessi: 4.548.

Spagna

Con 410 morti nelle ultime 24h, il Premier Pedro Sanchez ha deciso di estendere il lockdown fino al 9 di maggio, anche se si ha in mente di far uscire i bambini già il 27 aprile (naturalmente con le giuste precauzioni). Sanchez sembra riscuotere una grossa fetta di consensi ma, al tempo stesso, sembrano in crescita coloro che vorrebbero un nuovo esecutivo.

Confermati: 195.944. Guariti: 77.357. Decessi: 20.639.

Italia

Dulcis in fundo, il Belpaese. Nella quasi più totale confusione, l’Italia sembra sfornare task force per ogni settore, ad iniziare da quella guidata da papà Vodafone Vittorio Colao.

La situazione è sempre la stessa: mascherine inadatte, decreti nottambuli, confusione sul fronte economico, crescita dei disoccupati, pagine web amministrative in crash, ritardi nei pagamenti, incetta di attrezzature anticovid in quel di Palazzo Chigi (con “simpatiche” mascherine con uccelli e farfalle disegnate). Come se non bastasse, il M5S inizia a perdere colpi: il Ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli sembra contrario alle decisioni di Roberto Gualtieri, mentre il Ministro per l’Innovazione Paola Pisano ammette la presenza di grosse falle informatiche e un grave arretramento tecnologico in confronto ad altre Nazioni (discussione emersa per via dell’app “Immuni”).

Ciononostante, “l’avvocato del popolo” sembra riscuotere un deciso successo personale, saranno le conferenze stampa, eppure si pensa ad un possibile K.O. dell’esecutivo a fine emergenza sanitaria, causa inizio emergenza economica.

Confermati: 175.925. Guariti: 44.927. Decessi: 23.227.

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