Attualità

E’ efficace la manutenzione stradale in Italia?

3 Mins read

L’estate è volta al termine e con sé ha portato, come ogni anno sondaggi relativi alla villeggiatura, dei turisti. Con questo, forse, si prendono in considerazione varie prospettive, che nel corso dell’anno vengono svalutate da chi sta dietro a determinate problematiche.
La problematica principale, che si definisce sempre più spesso è quella relativa, al fondo stradale. Notiamo sempre più spesso che rispetto alle grandi città -ovviamente anch’esse con problematiche irrisolvibili- i piccoli paesi, spesso (o quasi sempre) vengono dimenticati, cosa che porta la mobilità, ad essere una problematica molto più frequente.

Per questo motivo, non si può fare a meno di attribuire la responsabilità, alla cattiva pianificazione urbanistica.
Oggi questo è il tema più discusso in Italia, soprattutto per i numerosi incidenti, che nell’ultimo periodo si sono susseguiti sulle strade italiane, con l’aumentare del traffico in pieno agosto.

Ma su cosa si basa la manutenzione stradale in Italia?


A partire dagli anni ’90, gli enti proprietari delle strade per garantire la sicurezza e la fluidità del traffico, garantendo, inoltre, la manutenzione, la pulizia, il controllo tecnico dell’efficienza delle strade e infine, la manutenzione costante della segnaletica stradale.

-Una segnaletica che sempre più spesso viene dimenticata.

Nei piccoli paesi, si nota sempre più spesso che la segnaletica manca oppure è in parte o totalmente rovinata, rischiando così forti impatti stradali con lesioni gravi o morte colposa.
Questo accade soprattutto nei centri abitati, dove la manutenzione è pessima, la segnaletica, appunto, è rovinata da anni e le infrastrutture che hanno un cedimento minimo, per i forti urti subiti e le condizioni metereologiche, che dopo anni hanno fatto si, che rovinassero gli impianti urbani. Nei centri di passaggio urbani, spesso vengono a crearsi ingorghi per la poca
capienza stradale, che risulta non adeguata al passaggio di automezzi, con una capienza doppia di quella che può contenere una strada di un piccolo paesino, causando, quindi, disagi ai fondi stradali e strutturali.

ANAS, l’Azienda Nazionale Autonoma delle Strade

Nel 2015, per curare la manutenzione stradale e la sua valorizzazione, l’ANAS, l’Azienda Nazionale Autonoma delle Strade, ha lanciato un’importante operazione di manutenzione #bastabuche, che è proseguita fino al 2019. Sono stati affidati tramite una gara pubblica, accordi per i lavori di manutenzione e pavimentazione e della segnaletica orizzontale, attuazione importante, per non attendere tempi di nuove gare, spesso molto più lunghe.

Ma il 17 febbraio 2020, in Sicilia, si scoprì un giro di tangenti per la manutenzione
stradale, le cosiddette “Buche d’oro”. La guardia di finanza avviò un’ordinanza di
misure cautelari nei confronti di sei dipendenti dell’Anas. Fu, quindi, disposto il sequestro preventivo di beni equivalenti a 30.ooo euro.
Il rilascio dell’illecita certificazione del Sal avrebbe così determinato la dazione del denaro dell’imprenditore corrotto a favore dei funzionari Anas. Dal 2016 ad oggi, su 23 miliardi di euro dei finanziamenti previsti per la manutenzione, sono stati destinati solo 11 miliardi (solo il 46%). Infatti, secondo i dati ISTAT dell’8 settembre 2020 gli incidenti con lesioni sono stati 172.183. Questi sono i dati che fanno comprendere, che i pochi fondi destinati per la messa in sicurezza stradale, fa aumentare gli incidenti.


Dagli anni ’50 al 2020; gli incidenti stradali sono aumentati molto rapidamente e il numero dei morti è aumentato progressivamente.

Nell’ultimo decennio il tasso dei morti è diminuito del 30%, ma resta un fattore ancora minimo per raggiungere il 50% e oltre, di diminuzione del numero dei morti. È certo anche, che la diminuzione del traffico, dovuta alla pandemia, ha avuto un
impatto chiaro, sul numero dei decessi.


Infatti, nell’ultimo periodo la bicicletta, ad esempio, ha avuto una maggiore popolarità, in molte città italiane e questo può essere visto come un dato positivo, sia per l’aria e sia, soprattutto, per i cambiamenti climatici.
La dichiarazione di Stoccolma, tenutasi nel febbraio del 2020, con l’Assemblea della sicurezza stradale, ha dichiarato che il periodo 2021-2030, include un nuovo obiettivo, quello della messa in sicurezza e quindi la riduzione di incidenti stradali.

i provvedimenti presi da ogni singola Regione, per la messa in sicurezza del fondo stradale, non sono abbastanza concreti.


Gli incidenti stradali, devono far comprendere a chi ci sta dietro, che una minima pavimentazione, fatta nei mesi antecedenti, ai tre mesi di villeggiatura dei turisti, non è abbastanza per chi percorre una determinata strada ogni giorno. Deve esserci un forte impatto e una forte comprensione, per capire che la sicurezza deve essere garantita per tutto l’anno e deve esserci un senso di responsabilità elevato per far si che la diminuzione degli incidenti avvenga al 100%.
Un’effettività e un’efficacia che ancora oggi non abbiamo del tutto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *