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Emancipazione delle donne; Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

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Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile:


Obiettivo 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne.

L’uguaglianza di genere è conosciuta anche come parità tra i sessi ed è la condizione nella quale le persone ricevono pari trattamenti ed opportunità.
A livello mondiale possiamo affermare che vi sono stati progressi sia in termini di parità di genere che di lotte contro la discriminazione, ma siamo ancora ben lungi dall’aver superato tutte le forme di disuguaglianza sociale.
La prima grande conquista delle donne fu il diritto il voto nel 1946 creando un movimento “le suffragette”. Un’importante femminista di quell’epoca fu Jane Austen che diventò il simbolo di esse. Oggi queste disuguaglianze sono presenti soprattutto nei paesi Arabi come Iran, Iraq, Arabia Saudita, Siria, Yemen etc. Dove le donne vengono viste come oggetti, vengono trattate da schiave e non
hanno diritto di ribellarsi altrimenti vengono uccise.

Le donne non hanno lottato solo per il diritto al voto ma anche per la loro indipendenza economica e per la carriera militare.

Nel 1970 le leggi sulla cessazione voluta della gravidanza e del divorzio sono state approvate, dopo l’approvazione di esse l’Italia è diventato un paese laico, ma ancora oggi queste leggi sono oggetto di critica e discussione soprattutto da parte dei movimenti religiosi che vorrebbero abolita la legge sull’aborto.

Un altro argomento di cui si parla tanto è la famosa “tampon tax” la tassa sui prodotti igienici femminili, che in molti paesi compresa l’Italia è ancora un tabù, mentre la Scozia è stato il primo paese a distribuirli gratuitamente a tutte le donne. Il ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz ha riconosciuto
l’importanza per il cambiamento di questa legge dicendo : “la tampon tax è la dimostrazione di come la misoginia sia
ancora prevalente nella nostra società.” Il prossimo passo sarà rendere gratuita la distribuzione di assorbenti sia nelle scuole, negli ospedali e nei servizi pubblici. Purtroppo non mancano nemmeno le forme di abuso contro i bambini, ogni giorno nel mondo lo sfruttamento dei bambini è sempre più un problema, ma oltre ad esso si aggiungono i matrimoni combinati e la mutilazione genitale femminile presente soprattutto nei paesi africani. Secondo l’UN (organizzazione nazioni unite )alcuni obiettivi da raggiungere entro il 2030 sono di porre fine a tutte le forme di discriminazione o di violenza contro le donne, eliminare tutte le pratiche abusive come il matrimonio combinato, le spose bambine, le mutilazioni degli organi genitali femminili e far sentire le donne al sicuro quando tornano a casa da sole e farle soprattutto sentire libere di poter indossare una gonna o un top senza la paura costante di essere abusate o violentate. Far capire alla società odierna che non esiste il “sesso debole” o il “sesso migliore”, perché le donne possono fare tutto ciò che fanno gli uomini. Il primo bisogno di una società giusta è quello di garantire uguaglianza tra i due sessi, sia in ambito
lavorativo, che sociale. Alcune femministe che hanno fatto le storie e che ricordiamo sono Simone de Beauvoir,
Giovanna D’arco, Rita Levi Montalcini e Fridha Kahlo.

Grazie a loro ed anche ad altre tantissime donne che ci insegnano ogni giorno che non bisogna mai mollare, ma continuare a lottare e a denunciare ogni forma di discriminazione.

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