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Giuseppi Telefono Casa

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E’ del 1982 il film “E.T. l’extra-terrestre”, celebre pellicola diretta da Steven Spielberg. Un’ora e venti di produzione, eppure noi tutti ricordiamo quasi solamente una scena per anni riprodotta sul web, nel grande schermo e nelle reti televisive, ovvero quella ritraente il piccolo alieno balbuziente e impacciato, all’interno della casa dei co-protagonisti e con un unico obiettivo nella mente: “telefono casa”. Noi tutti, però, non ricordiamo, ma viviamo – purtroppo – ciò che un film non è, e anche se lo fosse più che fantascientifico sarebbe vicino al genere drammatico. Ebbene, oggi anche il premier Giuseppe Conte si è sentito un po’ extra-terrestre; ma non ha perso casa, bensì il senno.

Squilla il telefono durante un ordinario lunedì, continua a squillare, vibra incessantemente, con un numero anonimo, e si decide quindi di rispondere; ad avercele chiamate così. Perché dall’altra parte della cornetta c’è un interlocutore non da poco, che rappresenta una Nazione fondatrice dell’Unione Europea, una Nazione che, probabilmente, sta vivendo un altro dei suoi periodi storici da dimenticare. Non conosciamo il tono usato, non siamo al corrente di come ci si presenti quando si rivestono certe cariche, oppure se – al principio – ci sia bisogno di enunciare il proprio nome e cognome, ma sappiamo il fine della telefonata e l’identità di colui che fino a queste righe è stato un “mister x”: il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, chiama telefonicamente il rapper Fedez (nome d’arte di Federico Leonardo Lucia) e la propria consorte Chiara Ferragni, al fine di ricevere un aiuto nell’emergenza da Covid-19.

La notizia emerge per prima da Repubblica Milano, descrivendo un Giuseppe Conte richiedente aiuto per sensibilizzare i più giovani verso l’utilizzo corretto e necessario dei dispositivi di protezione individuale. Ed è subito video sui social da parte della coppia con più followers d’Italia. Ecco le parole del rapper milanese:

“Ragazzi, vi chiedo una trentina di secondi di attenzione perché devo passare un messaggio molto importante. Abbiamo ricevuto una telefonata molto inaspettata. Siamo stati messi in contatto col presidente del Consiglio che ha chiesto un aiuto da parte mia e di mia moglie per esortare la popolazione, soprattutto quella più giovane, all’utilizzo della mascherina. Mi sto sforzando di trovare un modo per essere il più convincente possibile, anche se probabilmente non esiste. Ci troviamo in una situazione molto molto delicata e l’Italia non si può permettere nella maniera più assoluta un nuovo lockdown. Il destino e il futuro dell’Italia è nelle mani della responsabilità individuale di ognuno di noi. Con un semplice gesto potremo evitare lo scenario tra i più brutti che abbiamo vissuto negli scorsi mesi. Mi raccomando ragazzi, utilizzate la mascherina.”

Esorta Fedez dopo la pubblicazione di video nel suo feed di Instagram e nelle stories.

Un gesto certamente nobile da parte dei due influencer che, ricordiamo, nel periodo di lockdown hanno contribuito sensibilmente alla costruzione di un ospedale adibito unicamente ad ospitare pazienti affetti da Coronavirus. La coppia, difatti, ha spesso dimostrato un forte interesse nei confronti di tematiche politico-sociali, intervenendo prontamente nei loro account e riuscendo ad indirizzare una vasta cerchia di persone verso comportamenti esemplari attinenti a situazioni sociali di una delicata fattispecie; nulla da dire, pertanto, a Fedez e Ferragni. Tutt’altra figura, però, la fa il titolare di Palazzo Chigi. Un Presidente del Consiglio chiamare due cittadini per ricevere “una mano” non si era mai visto, né lo si voleva vedere. Non saranno dei comuni cittadini, vero, ma osservare un capo politico telefonare due soggetti per aiutarlo a far indossare la mascherina la dice lunga. La dice lunga sulla reale competenza di colui che sta sfornando decreti che si riassumono in un “vedetevela voi”, la dice lunga su anni e anni di politica indifferente e voltagabbana. Cosa dobbiamo, arrivati a questo punto, aspettarci? Il Ministro della Giustizia che chiede pareri sulla legalità a Giovanni Brusca? Il Ministro dell’Economia che scrive al baffuto del Monopoly? Il Ministro della Salute che telefona all’allegro chirurgo?

I “ragazzi” di cui parla il cantante milanese non hanno bisogno di una Instagram story in cui gli viene spiegato come indossare una mascherina e del perché ciò vada fatto, ma necessitano urgentemente di qualcuno che sappia garantire loro un futuro roseo in patria, che fortifichi l’istruzione pubblica, il sistema sanitario, qualcuno che sappia decidere. E che quest’ultima caratteristica sia assente risulta alquanto strano: non abbiamo forse 450 esperti in Task Force varie chiamati a Palazzo Chigi, per fronteggiare l’emergenza pandemica in corso? Ma nessun problema, se ne creerà un’altra per rispondere a questo quesito. E forse un’altra ancora per riuscire a creare qualche spot pro-mascherina, evitando giornate da call center e magre figure.

La politica deve offrire delle risposte, non chiederle.

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