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Il numero 1 della Formula 1; intervista al grande giornalista sportivo Leo Turrini

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Credits: Varese News

Leonildo Turrini, detto Leo, nasce a Sassuolo il 18 marzo del 1960. Leo è un giornalista e scrittore italiano che si è laureato in giurisprudenza e da anni segue i grandi dello sport per i quotidiani:

il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno.

È presente in qualità di opinionista presso Sky Sport Italia come ospite fisso di Race Anatomy, programma condotto dal giornalista Fabio Tavelli che va puntualmente in onda alla fine di ogni gran premio di Formula 1. Considerato uno dei maggiori esperti italiani di Formula 1, è da sempre vicino all’ambiente e alle personalità di spicco del Cavallino (gli uomini dentro la scuderia dalla Ferrari),ed è ideatore e autore di Profondo Rosso, rinomato blog in cui egli tratta le tematiche principali di F1. Tra i piloti in attività ha una particolare predilezione per Kimi Räikkönen, ultimo campione del mondo con la Ferrari, da lui ribattezzato KR7.La sua attività, tuttavia, si concentra anche su calcio, ciclismo e pallavolo (è stato tra i fondatori del mensile SuperVolley) oltre che musica, cinema e costume. Ed è spesso ospite, anche di trasmissioni sportive sulle reti nazionali. Dotato di un vivace senso dell’umorismo, è anche un grande tifoso dell’Inter e del Modena. E in questi giorni ho avuto il privilegio di intervistarlo e conoscerlo in una live stream sulla piattaforma twitch, durante una diretta sul canale “Teoremi Calcistici” (Dove sono uno dei fondatori e conduttori). Leo ha risposto alle mie domande in maniera esaustiva e decisa, rimanendo fedele ai suoi ideali e facendomi appassionare ancora di più al mondo non solo dello sport, ma anche a quello del giornalismo sportivo italiano.

Queste sono le domande poste a Leo Turrini da parte mia e dei miei colleghi di “Teoremi Calcistici”, buona lettura.

LEI E’ STATO A CONTATTO CON NUMEROSI PILOTI, GRAZIE AL SUO LAVORO, MA VOLEVO SAPERE QUAL E’ IL SUO PILOTA PREFERITO?

Io ho avuto fortuna nella vita, perché il destino mi ha dato l’opportunità di incontrare e raccontare grandi personaggi, e uno di questi è stato Ayrton Senna. Io lo incrociai quando era agli inizi della F1, ed ero ad Imola nel 1985 e lì non fece una pole position e solo lì subì il colpo della mancata qualificazione. Grazie ad Angelo Orsi conobbi di persona Ayrton, facendogli anche una piccola intervista. L’ultima volta che lo vidi vivo era il 30 Aprile del 1994, nel GP di San Marino, quando perse la vita il pilota Roland Ratzenberger, in un incidente in pista e da lì si è capito che in F1 non si poteva più rischiare la vita in gara, e quel giorno l’unico che lo capì fu proprio Senna, che chiese e pretese di andare a vedere di persona il luogo dell’incidente. Quando tornò dal luogo dell’incidente i nostri sguardi si incrociarono, e mi guardò in un modo che mi fece capire che non voleva essere disturbato, proprio perché la morte del collega lo colpì profondamente. E poi ci salutammo con un cenno del capo e lì fu l’ultima volta che l’ho visto vivo. Per concludere la tua domanda, volevo dirti che come pilota era leggendario, il pilota più forte che abbia mai visto. E il 3 Maggio di 27 anni fa, quando ero diretto per la città di San Paolo, perché dovevo raccontare i funerali per il mio giornale, nell’aereo ho avuto l’ennesima opportunità della mia carriera, ovvero quella di viaggiare per l’intero volo d’andata accanto alla salma di Ayrton, e in quel momento ho provato emozioni intense che non dimenticherò mai. E ti ripeto che da quello che ho visto, lui è stato il pilota migliore.

SECONDO LEI IN UN DUELLO TRA SCHUMACHER E HAMILTON CHI POTREBBE STARE DAVANTI?

Ogni epoca ha il suo campione, e qualche anno fa, durante un inverno ho pubblicato sul mio blog “Profondo Rosso” la mia griglia di partenza, considerando e partendo dall’epoca di Niki Lauda in poi. In pole position non potevo non mettere Ayrton, ma in seconda posizione accanto a lui ho messo il tedesco Michael. Però, io penso che Michael e Lewis si somiglino in più di una cosa, ovvero nella mentalità, tutti e due hanno questa “ossessione per il particolare”, dove Schumacher lo sfoggiava in pista ogni Domenica, mentre Lewis lo dimostra dal venerdì, parlando con gli ingegneri per guadagnare quel decimo in più. Per quanto riguarda la domanda su chi dei due starebbe davanti, io avrei una mia opinione, ma non posso avere delle certezze. Ma secondo me davanti starebbe il Tedesco.

SECONDO LEI QUAL E’ STATO IL GIOCATORE PIU’ DETERMINANTE DI QUESTA STAGIONE DEI NERAZZURRI ?

Per quanto riguarda il giocatore devo citartene due; Romelu Lukaku e Nicolò Barella. Il Belga è un calciatore meraviglioso, sia in campo che caratterialmente, dimostrato dal profondo rapporto umano tra lui e Antonio Conte. E proprio sotto l’ala del tecnico pugliese Romelu ha fatto un salto di qualità stupefacente, e secondo me è tra i migliori 5 calciatori al mondo. Mentre l’Italiano al momento è il giocatore azzurro più forte in circolazione, e mi ricorda un grande ex calciatore juventino, che tutti ricordiamo per la storica vittoria del mondiale dell’82, il grande Marco Tardelli, e da Tardelli in poi non ne avevo più visti  calciatori simili a lui , fino all’arrivo di Nicolò all’inter. Un centrocampista TOTALE

Credits: Inter Channel

SECONDO LEI QUAL E’ STATA LA PARTITA CHE HA FATTO CAPIRE A TUTTO L’AMBIENTE INTERISTA CHE POTEVA ARRIVARE ALLO SCUDETTO?

Per quanto riguarda la partita, quella che è stata la chiave per ottenere e arrivare al tricolore, è stata quella contro i rivali storici della Juventus, in Gennaio, dove la squadra di Conte ha dominato quella partita, vincendo 2-0. E l’inter arrivò a quella partita da una sconfitta contro i blucerchiati della Sampdoria e un pareggio contro i giallorossi della capitale. E contro la Juve volevano dimostra di essere i più forti, e lo hanno dimostrato. E ti dirò di più, la Juventus ha eliminato l’inter in coppa Italia, ma in quelle due partite lì, si è visto che l’inter era più forte. E da quest’anno sto ammirando sempre di più il condottiero di nome Antonio Conte, che ho imparato ad apprezzarlo tantissimo nel 2016 in Francia durante gli Europei con la nazionale. Chiesi ai miei colleghi professionisti nel mondo del calcio, se questa nazionale poteva andare lontano, e loro mi risposero dicendo che l’allenatore non aveva trasmesso nulla alla squadra. E invece, con una squadra non di super campioni, come la nostra nazionale ci ha sempre abituato, riuscì a battere il Belgio e la Spagna, fermandosi solo contro i campioni del mondo della Germania, ai quarti di finale dove ci hanno eliminati soltanto ai rigori. E vedevo i giocatori italiani morire in campo per il loro allenatore. E da lì ho capito che Antonio Conte poteva diventare uno degli allenatori migliori al mondo.

Il signor Leo, terminata la trasmissione, ci ha ringraziati dicendoci :

Ti dico e vi dico una cosa, ma davvero col cuore. Sono molto emozionato, perché la mia età è ormai veneranda, ed è una cosa stupenda potersi confrontare con giovani, che neanche potreste essere miei figli ma perfino miei nipoti, e riscontrare la simpatia e l’affetto che avete per me. E come dice Vasco Rossi in “Sally”: FORSE LA VITA NON E’ STATA TUTTA PERSA.

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