Cultura

La piaga del ventunesimo secolo:

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DISINFORMAZIONE

Se c’è qualcosa che contraddistingue il nostro tempo, è il cambiare repentino delle cose. Tutto muta, al secondo della moda attuale. La moda di questi anni la sapete qual è? Saperne di tutte su tutti. Peccato che molte volte l’unica cosa che si fa, è scivolare in affermazioni infelici, e trovarsi ad improvvisare. Forse la verità è siamo diventati tutti dei jazzisti.

Si vedono spesso sui social girare video divertenti di ragazzi, che rispondendo a domande quali : -“Qual è il presidente dell’America?” rispondono – fieri del loro acume intellettuale – ” Bin Laden”. Si sorride e si schernisce quell’imbecille che ha risposto in quella maniera, ma dentro sorge spontanea la domanda -” Ma chi è effettivamente?”

La Disinformazione

Nel mondo, quella della disinformazione sta diventando una vera e propria problematica, che coinvolge l’intera popolazione. Quando tutti dicono tutto e facile non capirci nulla, e scegliere di pancia cosa ascoltare – o peggio non scegliere – risulta la scelta più facile e ovvia. Indagare le radici di questo problema potrebbe essere un ottimo lavoro per capirne di più, e capire come combatterlo. Enti quali la comunità Europea si stanno mobilitando, alla lotta strenua della disinformazione con campagne di informazione e comunicazioni ufficiali. Eppure su temi importanti e caldi come il covid-19, le elezioni americane, i vaccini e qualsivoglia cosa, la disinformazione e il diritto da parte di chiunque di discutere i fatti, sembrano essere diventati imprescindibili.

We’re not just fighting an epidemic; we’re fighting an infodemic

il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus alla Conferenza sulla sicurezza tenutasi a Monaco il 15 febbraio scorso.

Esempi

Esempi eclatanti degli ultimi giorni sono le Fake news riguardanti le elezioni USA. Hanno fatto molto scalpore i video di ” certi camion dell’immondizia” che avrebbero preso le presunte schede elettorali dei repubblicani. Oppure la notizia che in Michigan abbiano votato delle persone morte e così discorrendo. Per non parlare delle informazioni che circolano sul Covid-19. Infatti secondo le molte teorie circolanti sul web, il virus non esisterebbe, oppure sarebbe solo una scusa per instaurare una “dittatura sanitaria”. E ancora avanti con i vaccini che fanno male e che conterebbero feti di bambini e metalli pesanti. Insomma se volessi stare ad elencare la marea di Fake news, ne avrei ancora per un bel pò.

Canali di informazione

Ma le idee non crescono sugli alberi, tantomeno si trovano per terra. Se volessimo indagare scopriremmo che in media tra Tv e smartphone passiamo più di 5 ore al giorno, in media solo 2:15 al telefono. Tempo consumato a parlare con i nostri amici, amori e a visionare articoli e contenuti. Tutte queste operazioni implicano l’assumere delle informazioni. Senza ritegno e briga di tutelarsi da chi ne spara una di troppo, assorbiamo e condividiamo, senza mai interrompere il ciclo di diffusione delle informazioni. Capita a volte però di non essere abbastanza lucidi nel comprendere le informazioni, e mancando di senso critico aiutiamo il diffondersi di notizie false. Ovviamente questa cosa capita spesso, se si frequentano siti, molto lontani da quelle fonti autorevoli, che vanno in contrapposizione alle notizie ufficiali, andando così a creare un gap informativo. Questo è il padre legittimo di quella malsana disinformazione, e della sfiducia verso gli stessi canali istituzionali.

Impatti nella vita quotidiana

La mole di informazione a cui siamo sottoposti quotidianamente è pazzesca (comprendendo social e media classici). E’ il così detto fenomeno dell’iperinformazione, che nella realtà di tutti i giorni diventa la classica frase -“Tanto non si capisce mai nulla”. Il problema è che forse si sta sviluppando un apatia all’informazione, come strumento di difesa verso la stessa. Il pensiero che tanto tutti dicono il falso, sta seminando un clima di diffidenza generale, che è ormai percepibile in qualsiasi ambiente. Dalle manifestazioni no-vax, noCoviddì al supermercato sotto casa.

Trovandosi nel mezzo di questo fuoco incrociato di informazioni, le persone si rifugiano presso colui che più facilmente offre soluzioni. Usufruibili e veloci, che danno soluzioni semplici a problemi complessi. Internet è pieno di ricette per biscotti tanto quanto di teorie e gruppi complottisti, di tuttologi del web e ciarlatani.

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