Attualità

La società dei diritti ha fallito. Per ripartire c’è bisogno di doveri.

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“In base al tuo pubblico scegliti un bel personaggio, l’Italia è una grande sit-com”, infatti abbiamo Federico Leonardo Lucia in arte Fedez che da qualche giorno è diventato un Costituzionalista, c’è Elodie Di Patrizi, conosciuta artisticamente come Elodie, che ha dimostrato al suo pubblico tutta la sua democraticità e in fine non poteva mancare Mahmood, pseudonimo di Alessandro Mahmoud, italianissimo difensore della Legge Zan.  Insomma, ci tocca stare zitti e buoni. Tralasciando la vena musicale, anzi politica che ha fatto scalpore sui social, va fortemente evidenziato quando sia decadente la nuova propaganda che, però, sembra essere più lungimirante di quanto appaia. Una volta data in mano la carta della “sensibilizzazione” (indottrinamento) agli influencer, cantanti e personaggi televisivi si è pronti a una acuta campagna elettorale intrisa di demagogia politicamente corretta e inneggiante a sempre più diritti. Ma, chissà perché, nessuno protesta mai per i propri doveri che a sua volta vengono pretesi verso altri. George Orwell, oggi, avrebbe un bel po’ da scrivere…

Lavaggio del cervello 2.0

L’opinione pubblica oggi viene orientata dai social. Il mondo virtuale che nacque per portare la realtà nell’astratto, si sta capovolgendo. Infatti, ci troviamo a trasportare il virtuale nel mondo reale. È sicuramente una arma potentissima, immaginate se avessero avuto questo potere immenso personaggi storici, oramai defunti, come Hitler, Stalin o Mussolini. Per riferirmi nuovamente a Orwell, il grande scrittore inglese, quando scrisse 1984 indubbiamente parlava di dittature, ma, purtroppo, le parole di Orwell, parafrasate, sembrano rispecchiare anche le odierne democrazie liberali e, quindi, viene mascherato una sorta di sistema politico differente dalla nostra democrazia tanto amata. Sarebbe superfluo citare le censure alla Zuckerberg, ma va sottolineato che gli utenti che piacciono al sistema non subiscono limitazioni. E anche questo è risaputo. C’è un problema di fondo. I social sono l’agorà dei giovani che spesso,  apparentemente ignavi, vengono condizionati, o come piace ai figli del progressismo: sensibilizzati, da esempi, quindi personaggi vari presenti sui social, come i cantanti citati in alto. ”Se da giovane non sei di sinistra non hai un cuore, se da grande non sei di destra non hai un cervello”, effettivamente non è sempre così, ma se i giovani vengono condizionati da personaggi che inneggiano solo ai diritti senza mai parlare di doveri, si avrà una nuova classe dirigente che parlerà solo e non saprà reagire, ma per il semplice fatto che chi agisce lo fa per un suo dovere, chi parla lo fa per un suo diritto e mai il contrario.

Doveri prima dei diritti

Non ci possono essere diritti senza doveri, ma ascoltando bene politici, giornalisti e via dicendo si parla sempre di diritti e lotta alle disuguaglianze… Chiediamo sempre più diritti, come se non ce ne sentissimo sazi, quasi come una droga. Ricordiamo che prima di chiedere il diritto di qualcosa o su qualcosa c’è il dovere di rispettare l’altra parte, che sia una frase, una parola o il semplice pensiero. Abbiamo sete di prosaica libertà, che muta in libertà di vivere e se qualcuno si trova su un altro fronte ideologico dobbiamo agire da censori. Immaginate: Prima del diritto di emigrare c’è il dovere a preservare e far prosperare la propria terra, prima del diritto di lavorare c’è il dovere di formarsi, prima del diritto di parlare c’è il dovere di ascoltare e così all’infinito… Infatti, se tutti mettessimo avanti il nostro dovere, il proprio diritto verrebbe di conseguenza

Giuseppe Mazzini e i “Doveri dell’uomo”

Scriveva Giuseppe Mazzini: “In conseguenza della teoria dei Diritti, gli uomini, privati di una credenza comune, calpestano le teste dei loro fratelli… È dunque una questione di educazione: Educazione a un principio: il Dovere. Attraverso l’educazione al Dovere si può arrivare a comprendere che lo scopo della vita non è quello di essere più o meno felici, ma di rendere sé stessi e gli altri migliori. Questo non vuol dire rinunciare ai diritti, bensì arrivare al loro raggiungimento attraverso la pratica dei Doveri. Quando udite dire dagli uomini che predicano un cambiamento sociale che lo fanno per accrescere i vostri diritti, è opportuno diffidare della proposta perché loro conoscono i mali che vi affliggono e la loro condizione di privilegio giudica quei mali come una triste necessità dell’ordine sociale; per questo lasciano la cura dei rimedi alle generazioni che verranno”.  

Un piccolo estratto del capolavoro Mazziniano poco conosciuto, racchiude perfettamente il senso dell’articolo. Nessuno nega diritti, ma una società basata su doveri, trasporta l’uomo verso il vero senso e il vero valore dei diritti. Senza accorgersi che lottando per il proprio dovere si combatte contemporaneamente per un proprio diritto.

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