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Melania Trump, logica sessista permette la delegittimazione di una donna che ha scelto il lato “occulto” della storia

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“Donald Trump si mette in aereo con la sua escort…ehm moglie e vanno in Florida”.

L’affermato giornalista Alan Friendman, in collegamento Skype ad Uno mattina, si concede il lusso di utilizzare una battuta sessista nei confronti dell’ex First lady degli Stati Uniti d’America, Melania Trump. Un puro errore di traduzione, un lapsus, afferma scusandosi successivamente Friendman.
Un dizionario che potrebbe arrivare direttamente da una concezione medievale e maschilista.

Qual è la colpa di Melania Trump?

Quella di essere una donna bellissima, potente, di successo, elegante oppure la colpa di aver sposato un uomo che ha appena perso le elezioni presidenziali degli Stati Uniti d’America?
Un pensiero retrogrado secondo il quale ad una donna si possono accostare aggettivi che richiamano il peggior sessismo
di sempre. Stessa sorte è toccata a Giorgia Meloni, definita “pescivendola” da Andrea Scanzi in un salotto serale di La 7.


Espressioni e giudizi utilizzati da un maschilismo becero nei confronti di donne accomunate da medesimi motivi politici e culturali.
Nella nostra società, una donna non dovrebbe essere etichettata per le sue ideologie o per le scelte del proprio partner, giuste o sbagliate che siano. Non esiste una categoria per cui le donne debbano essere classificate in donne di “destra” e donne di “sinistra“.

La donna è pur sempre la donna ed in quanto tale merita rispetto, anche in politica.
Pensate per un attimo se ad essere apostrofata ‘escort‘ fosse stata Michelle Obama, la neo-first lady Jill Biden o Kamala Harris, probabilmente questo episodio avrebbe destato grande clamore.

Non è forse la conferma che il sessismo è lecito quando a ricevere insulti “gratuiti” è una donna a “destra”?

Perché il sessismo è tutt’altro che scomparso. Negli ultimi due decenni, per diverse ragioni, la sessualità femminile
è servita non solo a offrire una legittimazione a forme di xenofobia e islamofobia, ma anche a distogliere l’attenzione
da queste evidenti manifestazioni di patriarcalismo e sessismo ancora ben radicate nella nostra società.

“il sessismo si manifesta oggi nelle forme più subdole, «sessismo ordinario»:
nei gesti quotidiani, spesso inconsapevoli, nei sorrisi e nelle parole, più o meno sussurrate, volte a infantilizzare e sminuire
l’autorevolezza delle donne nel mondo del lavoro e in politica”.

Brigitte Gresy, Breve Trattato sul sessismo ordinario, la discriminazione delle donne oggi, 2010.

Dov’è il femminismo? Dove sono i democratici e i difensori del politicamente corretto?
Dove sono le femministe che combattono ogni giorno per le libertà individuali, per la violenza di genere, per la libertà sessuale.
Melania non è forse una donna, esattamente come voi? In questi casi, non dovrebbe prevalere simpatia o preferenza. Non è ammissibile l’ennesimo scivolone del servizio pubblico RAI, a distanza di pochi mesi. Ricordate il tutorial su come fare la spesa sexy a “Detto Fatto”?

Care donne, per quanto tempo dobbiamo raccontare ancora finti stereotipi, per quanto tempo continueremo a sminuire la figura della donna?

No! Non è solo un lapsus quello di Friendman, non è inciampato sulla lingua e non è una battuta infelice! Dobbiamo essere noi i promotori di un cambiamento radicale contro questi epiteti grotteschi, anche se siete convinti di aver messo la parola fine alle politiche di quel “cattivone” di Donald Trump, le società in cui prevalgono le logiche maschili sono ancora realtà. Piena solidarietà a Melania Trump e tutte quelle donne che ogni giorno difendono la propria onorabilità da insulti sessisti e dalle prese di posizione di giornalisti che le offendono solo perché belle!

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