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MES, il M5S sempre più spaccato continua a perdere pezzi

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E’ stata approvata la risoluzione del MES. Dopo Palazzo Montecitorio 314 i voti favorevoli, 239 contrari e 9 astenuti la riforma passa anche al Senato con 156 voti favorevoli, 129 contrari e 4 gli astenuti.

Negli ultimi giorni la maggioranza sembra aver tribolato ma dopo le comunicazioni del Presidente del Consiglio Conte la risoluzione sulla riforma del Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità) in vista del Consiglio Europeo viene approvata. Non si fanno attendere le prime reazioni all’interno del M5S, sempre più spaccato e diviso dopo la continua giravolta da parte del gruppo.

Dopo il Governo giallo-verde sono cambiate le carte in tavola tra i vertici del movimento, il M5s non riesce più a ritrovare la natura per cui è sorto, ricordiamo nasce come suddetta forza anti-sistema, anti-casta, anti-Europeista, – quasi- necessaria per avviare una svolta rivoluzionaria e gettare la basi per la rinascita del Paese.

Del M5s degli albori non rimane più nulla, i V-Day e il pugno duro di Grillo contro i poteri forti dello Stato sono stati riposti nella vecchia scatola dei ricordi. Il gruppo continua cosi a perdere pezzi. Abbandonano dopo 24h dall’approvazione della risoluzione del Mes, 4 deputati della prima legislatura per approdare al misto: Antonio Lombardo, Maria Lapia, Fabio Berardini e Carlo Ugo De Girolamo.

Tra i punti del programma elettorale del M5s c’era appunto lo smantellamento del Mes, impegno completamente disatteso che potrebbe causare altre decisioni a cascata tra i parlamentari che non si riconoscono più in un partito che dice tutto il contrario di tutto, pur di mantenere salva la propria poltrona. Bernardini, tra coloro che appunto hanno espresso ieri il proprio dissenso: “ il clima è diventato talmente tossico che non mi riconosco più in questa forza politica”.

Mario Monti

L’ex nemico numero uno dei grillini Mario Monti si congratula con i 5 Stelle in aula: “ Il M5s ha scoperto che non aveva proprio niente contro l’Europa, però, ora presidente Conte, dovrebbe fare presto per il secondo passo, quello della richiesta dell’autorizzazione al Mes Sanitario” -queste- le parole del Senatore a vita (Ex Presidente del Consiglio).

Se il professore ha educato bene i suoi alluni che hanno ampiamente dimostrato agli elettori che la poltrona vale più delle idee, tra i banchi della Lega il deputato Claudio Borghi è un fiume in piena. Il deputato del Carroccio attacca cosi il M5S: “Potevate rimanere nella storia come coloro che hanno difeso il Paese e invece votate questo scempio, oggi ci saranno i patrioti e chi verrà additato come traditore”.

Renzi (Italia Viva)

Dopo la “fumata bianca” sulla riforma del Mes, resta ancora aperto il divario nella maggioranza ed è quello del Recovery Fund, con Matteo Renzi che continua ad attaccare il premier Conte. Renzi minaccia la crisi se l’utilizzo del Recovery Fund non sarà discusso in Parlamento. Non è la prima volta che Renzi minaccia la crisi dei giallo-rossi, ma per ora Conte è salvo e certamente il governo non cadrà, non prima del 2021 ( e/o prima del Semestre Bianco).

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