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NEXT ITALIA: ATTO I

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Che la crisi economica abbia  travolto tutte gli Stati senza esclusione è un dato di fatto. Che la ripresa sarà lenta e dolorosa è un altro dato di fatto.

Lasciamo ad altri le sterili polemiche sul Recovery Found in quanto diciamocelo chiaramente abbiamo avuto una buona cifra e sulla questione dei prestiti sarà anche vero che una buona parte di questi soldi si dovranno restituire (e sulla modalità di restituzione l’Ue si giocherà la sua sopravvivenza) ma lasciando da parte il tifo politico per uno o l’altro partito e ragionando solo per dati nessun paese del Nord  avrebbe mai accettato di “dare” tutta quella cifra senza avere qualcosa in cambio.

I paesi frugali hanno avuto i loro tagli ai contributi che devono ogni anno all’UE e con il fattore prestiti hanno accontentato anche il loro elettorato. La diplomazia è un do ut des. È il mondo dei compromessi. Bisognava dirlo e lo si è detto.

Sulla fantomatica potenza di fuoco tolto il velo della propaganda governativa si vedrà però l’uso che se ne farà del denaro. Se verrà utilizzato per creare lavoro e crescita o per fare bonus ad mentula canis (monopattini and Friends) o peggio per tentare di far galleggiare  pozzi senza fondo tra cui la mitica Alitalia e altri carozzoni inutili.

Non parlerò però di soldi. Questo articolo sarà la prima parte di un lungo pezzo che discuterà di idee e visioni a lungo termine. Ciò che manca in Italia praticamente. Prima di tutto però si andrà a elencare ciò che nella Penisola non và. Nella seconda parte ( che verrà pubblicata successivamente) si adranno ad analizzare i progetti da mettere in campo per migliorare il Sistema-Italia.

CRITICA AL PRESENTE NOSTRANO: CIÒ CHE NON VA

FOGA PER LE VOTAZIONI

Nel nostro paese vi è una corsa perenne per le votazioni.Tutto ciò però ha  una precisa origine storica-politica. L’instabilità del nostro sistema. Un sistema nato dopo il secondo conflitto mondiale dove l’esecutivo è molto debole. Un sistema dove non si dovevano avere vincitori forti per paura che vincessero i comunisti quando ancora esistevano i veri comunisti e non la versione maccheronica dei liberal americani presente ora a sinistra.

Innumerevoli sono i presidenti del Consiglio che si sono succeduti durando qualche tragico annetto e cadendo non per colpa delle opposizioni ma per colpa di elementi della maggioranza stessa attraverso i cosiddetti franchi tiratori ( Enrico stai sereno docet).

A tutto questo si aggiunge il gusto tutto italiano di cambiare alla fine di ogni legislatura la legge elettorale e nell’ultimo periodo abbiamo avuto leggi bocciate, leggi sbagliate e leggi incostituzionali. Come se sia la legge elettorale il problema. È il sistema parlamentare che non da potere agli esecutivi l’origine dei mali non il modo con cui si va alle lezioni.

Fin quando non si avranno maggioranze certe e non create giusto per occupare i banchi prima delle prossime votazioni e soprattutto fin quando partiti da percentuali ridicole avranno più potere di partiti con maggioranza relativa in Italia i governi non saranno mai forti, non saranno mai stabili e non saranno mai governi perché succubi di politicanti che con un Si o un No decidono l’azione dell’esecutivo.

Non dobbiamo dimenticare anche che si cambia la legge elettorale non per il bene della governabilità ma in base al livello delle percentuali attribuite  al proprio partito al momento delle elezioni. Così per il centrodestra che viene dato vincente in una possibile elezione nazionale ha tutto l’interesse per avere un maggioritario. Mentre la maggioranza giallo-fucsia è invece a favore di un proporzionale sapendo che il vento gira contrario. Per non parlare del problema degli sbarramenti con i partitini dello zero virgola che sbraitano per non avere lo sbarramento al 5%. Che squallido spettacolo.

CAPO DI STATO ASSENTE

Sono stati pochissimi i presidenti della Repubblica degli nota ( come Pertini ) ma in  stragrande maggioranza abbiamo avuto   figure scialbe. Personaggi arrivati lì per accordi sottobanco tra parlamentari nella loro perenne corsa nello spartirsi le poltrone.

Il modello italiano  ricalca perfettamente la Quarta Repubblica Francese (e quindi la traballante Terza Repubblica indirettamente)  finita con la riforma tanto voluta da De Gaulle che portò alla Quinta Repubblica: una repubblica semi-presidenziale che secondo il generale francese pose fine del “regime dei partiti” con un presidente finalmente votato e scelto dai cittadini . Lascio a voi le similitudini con la partitocrazia italiana.

NON-VISIONE ECONOMICA

Era il 1987  quando Bettino Craxi uno degli ultimi grandi statisti italiani lasciò il governo. l’Italia di allora era una Italia con una visione economica. Era un paese in crescita e eravamo  fra le prime 5 nazioni più ricche al mondo.

La figura carismatica di Craxi distrutta da Mani Pulite nel 1992 oggi a distanza di decenni ha acquisito una importante rilevanza storica e soprattutto giudiziaria in quanto è senza dubbio il più grande esempio di giustizia a targhe alterne.

A targhe alterne perché come alla fine è venuto fuori in questi anni e come sempre dichiarato da Craxi la corruzione era presente ovunque. E si è ben visto e tristemente sperimentato soprattutto che i partiti post1992 sono stati ben peggiori dei loro predecessori o meglio degni eredi. Il discepolo supera sempre il maestro. In questo caso per demeriti e non per meriti.

Mettendo da parte il piccolo excursus su Craxi  e la fine tragica della prima repubblica quel che conta è la comparazione di quei dati con ora dove attualmente siamo al decimo posto nella graduatoria e abbiamo un PIL che ha crescite ridicole e  soprattutto una economia ferma e fossilizzata.

E questo era già  presente prima di ogni Pandemia ed è frutto della marmaglia sia di destra sia di sinistra succedutasi negli ultimi decenni.

LAVORO PRECARIO

In Italia lavoro è sinonimo di precariato a causa della mancanza di vere riforme strutturali con tagli netti alla burocrazia e a causa la presenza di un’alta tassazione e una bassa innovazione. Per non parlare poi di alcuni sindacati che sono totalmente lontani dalla reatà ( e anche dalle loro origini) da essere diventati un peso gravoso che blocca ogni tentativo di cambiamento nel Paese.

L’Italia non è mai stata la patria del liberismo. In Italia più che di Capitalismo in sé e per sé possiamo ancora parlare di Capitalismo di Stato che storicamente risale al Regno di Italia . Un Capitalismo di Stato diretto fino agli anni novanta e indiretto dopo.

Il Capitalismo di Stato come ogni cosa ha vantaggi e svantaggi. Soprattutto nella sua forma indiretta svantaggi con imprenditori che si erigono a tali con i soldi dello Stato e in particolare succede che i guadagni vanno ai privati e i costi ai cittadini che pagano le tasse.

Di moda ora è tornata la nazionalizzazione con Cassa Depositi e Prestiti che funge da nuova IRI e per ora stiamo bruciando solo soldi in aziende che senza la mano statale sarebbero morte e sepolte da un pezzo.

I Soldi  dovrebbero invece finanziare e premiare aziende che si impegnano nella crescita e nella innovazione del paese e creano vero lavoro e non buttati via in politiche economiche che non aiutano i lavoratori ma dissanguano le casse statali generando solo debiti su debiti. E noi di debiti soprattutto pubblici siamo abbastanza esperti.

POLITICA ESTERA NON PERVENUTA

Sigonella 1985. Una delle pochissime volte che non ci siamo piegati agli americani. Un evento che secondo qualcuno (vicenda mai confermata) ha portato alla fine di Craxi che riuscì a tenere testa al governo americano e alle sue richieste. Consiglio a chi non conosce le storia di dare una lettura. Sigonella 1985 quando avevamo ancora una politica estera nostra con i nostri alleati nel mediterraneo, quando si dialogava coi paesi arabi e si rispondevano picche agli americani.

Un evento lontanissimo se paragonato a oggi. Pensiamo solo alla Libia. La Libia nostra alleata fino 2011. La Libia di Gheddafi che abbiamo contributo ad abbattere per cosa? Per portare il caos e la guerra civile seguendo i piani energetici di Sarkozy (e Total ) con i bombardieri degli americani che partivano dalla Sicilia. Aerei che ebbero l’ordine di attaccare da colui che oltre oceano veniva insignito del premio Nobel per la pace. E mentre si festeggiava per la morte del tiranno scoppiava il problema delle immigrazioni.

IMMIGRAZIONE INCONTROLLATA

L‘immigrazione fuori controllo è un problema. É un fenomeno sociale che deve essere regolato con le giuste cautele. L’immigrazione incontrollata genera solo odio, rancore e aggrava nelle periferie e nelle zone povere problemi già complessi. Ciò che abbiamo assistito negli ultimi anni è un esempio di gestione disastrosa che se protratta a lungo può anche portare a conflitti etnici.

Le porte aperte sono improponibili. Occuparsi solo di sorvegliare le acque territoriali è inutile .L’ immigrazione è un fenomeno che deve essere combattuto in Libia per bloccare scafisti e partenze e non gettando soldi nelle tasche dei signori della guerra che gestiscono la marina libica ma creando invece una propria missione militare ad hoc.

Invece di avere le truppe in Timor est o in Afghanistan utilizziamo i nostri per missioni utili alla collettività. Rendiamo il mediterraneo mare nostrum non solo pescando immigrati dalle coste libiche ma controllando le coste libiche. Se non lo faremo perderemo anche col tempo il controllo energetico di parte del paese. Immigrazione, risorse e guerra civile nella Libia si intrecciano e l’unico paese ad averlo capito è la Turchia che è ritornata ad essere una potenza nel mediterraneo ed è presente ora anche nel territorio libico.

Al contempo l’immigrazione non è risolvibile operando solo in Libia ma nei paesi di partenza aiutando la popolazione locale a non partire. Questo vuol dire visione a lungo raggio.

GIOVANI NON VALORIZZATI

Zero sono le risorse per i giovani italiani. Migliaia sono i ragazzi che sono costretti a lasciare la loro terra natia. Pochi sono i progetti incentrati sul mondo e sul lavoro giovanile. La politica nostrana presta poca attenzione alle richieste delle nuove generazioni e non valorizza il futuro della nazione. Si parla di lenta decrescita democrafica dove oramai il numero dei vecchi è maggiore al numero di giovani. E questa natalità assente diviene la scusa per rendere meno amara l’immigrazione. Verrebbe da chiedere ai politici italiani: come si fa a mettere su una famiglia se manca la stabilità economica e sociale e da parte dello Stato non vi è alcun aiuto e incentivo? Gli scarsi livelli di natalità e le alte percentuali di anziani sono dovute alla mancanza di vere politiche familiari e lavorative e scarsa attenzione verso le nuove generazioni.

Questo è un altro esempio di scarsa visione a lungo raggio. Si bruciano soldi in progetti effimeri per accontentare l’elettorato nel breve periodo e prendere così qualche punto in più nei sondaggi ma non si pensa mai al futuro che stiamo lasciando ai nostri figli. Politiche simbolo di totale menefreghismo. Lasciamo come i problemi ad altri.Noi stiamo bene per ora. Tipico ragionamento italiota.

PUNTO DELLA SITUAZIONE

Ciò che si è scritto è solo la punta di un immenso iceberg dove l’iceberg indica i problemi della penisola. A tutti questi problemi si cercherà ( si spera ) di dare una risposta fattibile con l’aiuto dei vecchi e nuovi pensatori della storia e della politica .

Le “decrescite felici” e altri termini ossimorici le lasciamo ad altri. Senza crescita economica, non c’è crescita sociale e nemmeno crescita individuale.

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