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PSG Bayern Monaco 0-1: quando il calcio diventa arte. Una lezione per le squadre di Serie A

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Nella partita di Champions League del 13 aprile, il Paris Saint-Germain ha perso per 1 a 0: gol dell’ex Eric Maxim Choupo-Moting, ma il PSG passa lo stesso, grazie al risultato complessivo 3 a 3. La squadra parigina ha vinto grazie ai gol segnati fuori casa.

Formazione Paris Saint-Germain: Navas, Dagba, Pereira, Kimpembe, Diallo, Gueye, Paredes, Di María, Neymar, Draxler, Mbappé. Allenatore: Mauricio Pochettino

Formazione Bayern Monaco: Neuer, Pavard, Boateng, Hernández, Davies, Kimmich, Alaba, Sané, Müller, Coman, Choupo-Moting. Allenatore: Hans-Dieter Flick

Match spettacolare, numerose le occasioni da rete nel primo tempo. Neymar sfortunato per via dei 3 pali colpiti. Nella ripresa chance per Thomas Müller ma niente di fatto, il risultato non cambia.

Il tecnico del PSG Mauricio Pochettino si è complimentato con la squadra. Le parole: “È vero che abbiamo fatto un grande partita, entrambe le squadre. Il Bayern Monaco è il campione uscente, credo che sia la squadra migliore al mondo attualmente. Noi vogliamo aspirare ad arrivare a quel livello di squadra”. Riuscirà Pochettino nell’impresa di far vincere al PSG la coppa dalle grandi orecchie?

Il migliore in campo: Keylor Navas

Il portiere costaricano del Paris Saint-Germain Keylor Navas, classe 1986, ha una carriera ben salda, di fatti, basta pensare ai 5 anni passati in Spagna, al Real Madrid, squadra di alto livello. Nonostante ciò nel corso della sua carriera è spesso stato sottovalutato.

Keylor Navas durante la partita di Champions League tra Bayern Monaco e PSG
Credits: Rivista Undici

L’estremo difensore è stato uno dei migliori in campo nel match d’andata, quando ha compiuto addirittura dieci interventi decisivi su altrettanti tentativi nello specchio della porta dei giocatori bavaresi, ma anche al ritorno ha offerto un’altra prova di grande sicurezza, con quattro parate fondamentali che, a conti fatti, hanno determinato il passaggio del turno della squadra di Pochettino.

Alla luce di tutto questo, è evidente che Keylor Navas sia uno dei protagonisti principali nel grande percorso europeo dei parigini e non ha mai perso una sfida di andata e ritorno in Champions League.

Acquistato nel 2014 come riserva di Iker Casillas, non scende in campo neanche per un minuto nella semifinale persa a maggio 2015 contro la Juventus di Allegri. Nell’estate 2015, Casillas lascia il Real: per Navas è arrivato il momento di mettersi in evidenza e diventare titolare.

Da allora, prima con Benítez in panchina e poi ovviamente con Zidane, l’estremo difensore costaricano inizia un rapporto di amore profondissimo con la Champions: nella prima stagione, il Real elimina la Roma, il Wolfsburg e il Manchester City prima di vincere la finale (ai rigori) contro l’Atlético Madrid, e Navas chiude la stagione con soli tre gol subiti in 11 partite totali; nell’annata successiva il Madrid batte il Napoli, il Bayern Monaco e l’Atlético Madrid, e poi la Juventus nella finale di Cardiff, anche se lo score di Keylor Navas è molto meno brillante rispetto alla stagione precedente (17 gol subiti in 13 partite disputate); infine, nell’edizione 2017/18, l’ultimo Madrid di Zidane e Cristiano Ronaldo supera PSG, Juventus e Bayern prima del Liverpool in finale, e Navas conquista così la sua terza Champions League con 13 gol incassati in 11 partite.

Nella stagione successiva, il Real allenato da Lopetegui e poi da Solari, supera il girone eliminatorio, ma poi viene buttato fuori dall’Ajax agli ottavi. Nelle due gare contro gli olandesi, Navas è in panchina, in campo c’è Courtois. Il ritorno di Zidane in panchina non cambia il destino del portiere costaricano, ormai retrocesso a dodicesimo, e così arriva l’occasione di unirsi alla squadra .

Conclusione

Il Paris Saint-Germain è riuscito a proseguire il percorso Champions grazie alla capacità di fare squadra dell’allenatore e grazie anche ai giocatori che non hanno mai mollato: tutto sommato un’ottima prestazione.

Alle squadre italiane, che sono uscite troppo presto dalla Champions, manca il senso di collettività: nel calcio ci si dovrebbe aiutare a vicenda per creare un buon senso di squadra. Altro aspetto carente è la giusta dose di sicurezza. Nella Serie A c’è un tipo di calcio molto schematico e difensivo che spesso non permette ai calciatori di esprimere al meglio le loro potenzialità. In passato nel calcio bastava soltanto avere talento e buone capacità con la palla al piede, nel calcio contemporaneo ci vuole molto di più.

Se le squadre di Serie A potessero sviluppare un buon senso di collettività e potessero possedere una buona dose di sicurezza in campo come le squadre inglesi, francesi, spagnole e tedesche, probabilmente avrebbero potuto continuare il loro percorso nelle competizioni che contano, per tornare vincenti come nel passato.

Ricordiamoci però che il passato è passato. Bisogna ricostruire il calcio italiano, passo dopo passo, partendo da alcuni elementi fondamentali che caratterizzano le squadre di alto livello, in modo che il futuro del calcio, in Italia, sia in buone mani.

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