Istruzione

Quando si torna a scuola?

1 Mins read

Bhe quest’anno, a questa domanda gli studenti non hanno solo dovuto rispondere ai primi settembre, al solito zietto ficcanaso, tra una chiacchiera e l’altra. Ma adesso sono costretti risentirsi riproporre la domanda, però questa volta senza conoscerne la risposta…e forse non sono gli unici.

Infatti il caos regna sovrano nella cabina di regia del governo. Conte e la sua giunta vorrebbero aprire le scuole di tutta Italia per il 9 dicembre – ignorando completamente la “carnagione” delle regioni – Nella furiosa cavalcata ai cancelli, i principali cavalieri sono la ministra Azzolina, e con lei tutto il mondo pentastellato.

Sembrerebbe allora una scelta caos. Peccato solo che gli alleati frenino, Zingaretti : “decide il governo sulla base dei dati scientifici e con la scuola. Ma la scuola è aperta anche se a distanza, scelte diverse devono essere valutate”.

Inoltre la proposta sarebbe stata già bocciata, in un primo momento dalle Regioni, che avrebbero invece chiesto di prolungare il tutto fino al 9 gennaio.

Fuori dalla regia

Contro le riaperture si è detto Lopalco ( assessore alla sanità della Regione Puglia ). Infatti durante un talk, ha specificato come, all’evidenza dei dati, chi è andato a scuola si è contagiato di più rispetto agli altri. Ha concluso dicendo che la DAD sarebbe dovuta restare lo standard per tutti, e per la riaperture della scuole di aspettare ancora un po’

Anche Giannelli (il presidente dell’Associazione nazionale dei presidi ) ha sollevato criticità che addirittura, impedirebbero il rientro a gennaio, quali ad esempio la mancanza di personale docente dedito alle supplenze, quello ATA e dirigente.

Intanto Mentana con un post su Facebook, diviene lume di chiarezza e afferma -” E’ ormai sicuro che le scuole riapriranno il 9 gennaio, con orari scaglionati. Manca solo l’ufficialità. Fitta nebbia sulle università”

Possibili alternative

Per il ministro dei trasporti non ci sarebbero i mezzi per riaprire come la conosciamo. Dato che nonostante gli stanziamenti di 50 mila bus, non si riuscirebbero mai ad accontentare il numero dei pendolari, soprattutto per la questione del 50% di capacità. Quindi la soluzione proposta, dalla stessa ministra, è stata quella di scaglionare le ore di scuola in tutta la settimana in orari che vanno dalle 7:00 alle 20:00. Idea che ha subito fatto discutere tutti, e che è stata quasi subito rigettata dalle regioni, che hanno continuato sulla linea della riapertura ai primi di gennaio. Zaia e Toti hanno ritenuto inutile una riapertura di questo tipo, descrivendolo come un pericolo evitabile.

1 Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *