Cultura

Se esistesse “libertà”, non avremmo delusioni

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Disegno Franco Purini

Hai aperto l’articolo per la parola libertà, o per la parola delusioni?

Che cosa c’entra la libertà con le delusioni?

effettivamente niente, dal momento in cui se vi fosse libertà, esse sparirebbero. Non hanno nulla a che spartirsi allora; se non l’essere umano, lo stesso te che ora leggi ti senti sia un po’ libero, sia un po’ deluso. Eppure è solo un sentire, un immagine fittizia che nasce dal desiderio dell’uomo di vedere negli altri realizzati i propri voleri.

Prima di entrare nel vivo della questione tengo a precisare di che cosa sto per parlare, -onde evitare possibili fraintendimenti che la natura del polisemico può far nascere- non intendo entrare nel merito di qualsivoglia questione economica e\o politica che comunque mantiene una relazione non solo costante ma anche ampliamente impattante sulla specificità dei casi. Ed è per questo motivo che mi libero dal trattare casi specifici; si parlerà invece del nesso tra la libertà, (o meglio la non libertà) e il sentimento di delusione. e tutto ciò capirete trascende da ogni questione terrena, economica o politica.

gli uomini sì, nascono liberi, da ogni punto di vista, ma lo sono solo al momento della nascita, nell’atto stesso di “entrare nel mondo” iniziano a perdere la libertà, incontrando per la prima volta un contesto sociale. appena muovono un solo dito ci aspettiamo che lo rifacciano di li a breve, appena pronunciano le prime parole ci aspettiamo che le ripetano, e che ne imparino di nuove.

Fin qui, ce lo aspettiamo perchè, prima ancora che dalla scienza, siamo influenzati da una lunga tradizione, da quella tradizione che ci dice che così è, ed è sempre stato. Il problema che intendo sollevare non risiede però certo, nell’evoluzione fisica dell’uomo per mezzo del tempo; ma di come sia proprio l’uomo a rendersi schiavo comprimendo la libertà di tutti.

Partiamo però dal presupposto che ognuno di noi è se stesso ma è anche tutti se il focus, il punto di vista o come dir si voglia sta nell’essere di qualcun altro.

si è sempre schiavi.

Eh sì, praticamente si viene al mondo schiavi, non ci si diviene, oppure ci si diviene ma talmente velocemente che non si è in tempo per “visualizzare” la libertà; un po’ come “l’ immagine” che non si è in tempo di visualizzarla capovolta, che già la si vede al verso giusto.

Ebbene. Quando iniziamo ad essere circondati da altri o a circondare. Ad essere vittima di aspettative o ad aspettarci qualcosa dagli altri, iniziamo ad essere man mano meno liberi.

Voi direte, ma allora se il nascere ci rende già schiavi, come si può vivere in libertà? Beh già nascere nella condizione di schiavitù, apre la possibilità di liberarsi di essa; si può completamente? Non credo.

Un fluido…

Basterebbe non aspettarsi nulla dagli altri per renderli già più liberi, e come dicevo dato che gli altri siamo noi, per renderci più liberi. Masticare l’essenza delle persone che ci circondano è quasi come provare a chiudere un fluido dentro una borraccia, il fluido se rompessimo la borraccia sarebbe libero nello spazio, e di prendere spazio.

E la vita è come quel fluido, come l’acqua. Si cambia, si evolve, si cresce ma se si ha la borraccia attorno non lo si può fare. Si rimane lì. E se per caso quel fluido corrodesse la borraccia saremmo delusi, sia dal fluido che dalla nostra borraccia. Non ce lo aspettavamo.

Vedete che allora, se non lasciamo agli altri libertà di essere, prima masticandola, questo accade ogni volta. Fin quando non trasformeremo tutti i “vorrei facesse” in “vorrei fare”, fintanto che non capiremo che non tutti, per fortuna, hanno i nostri stessi modi, interessi e visioni, e che non tutti si comportano come lo faremmo noi, vivremmo vittime della delusione. Delusi da noi, dalle nostre aspettative (dalle nostre borracce) e dagli altri che ne sono usciti, ma ne sono usciti non per farci un dispetto, ma perché quella era la nostra borraccia e non la loro.

Quindi questa libertà è li, possibile. Se, e solo se, ci lasciamo libertà nel agire ci possiamo svincolare dalle delusioni.

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