Economia

Siamo sull’onda di una nuova bolla immobiliare?

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In questi giorni, caratterizzati da panico e timore ingiustificato per un virus, è controcorrente parlare di altro, come del rischio di una nuova bolla immobiliare: un argomento lontano e apparentemente non correlato al covid19.
Ma noi cercheremo di farvi comprendere e ragionare sui seguenti dati.

Innanzitutto, cos’è una bolla immobiliare?

Ne avrete sentito sicuramente parlare per quanto riguarda quella esplosa nel 2008.
Si tratta di una sbagliata valutazione di un bene (in questo caso di un asset immobiliare) la cui esistenza non può essere provata prima del momento dello scoppio.
Lo scoppio si verifica quando i prezzi del real estate (settore immobiliare) si alzano tanto da non poter più essere considerati da un possibile acquirente.

Al momento dell’esplosione della bolla, i prezzi di mercato crollano drasticamente, con effetti devastanti ; non c’è più una domanda di acquisto e spesso gli immobili vengono messi all’asta, la gente non può più pagare i mutui in quanto ora hanno un costo più alto del valore reale dell’immobile e di conseguenza anche le banche vanno in confusione nella concessione dei mutui o di prestiti che sono poi precari: insomma viene scombussolato non solo il sistema immobiliare ma anche lo stesso sistema bancario.

Tra le città maggiormente a rischio bolla immobiliare la prima è Monaco di Baviera seguita da Toronto, Hong Kong ed Amsterdam. Alla quinta posizione ancora una città tedesca: Francoforte.
Per stabilire questa classifica (pubblicata da UBS Global real estate), si valuta il rapporto prezzi/salari tenendo conto della valutazione degli immobili di ogni città.
Possiamo stabilire quindi che, secondo questi indici, Monaco di Baviera è la città con gli edifici maggiormente sopravvalutati, mentre a Chicago gli immobili sono addirittura svalutati.

In Europa:

In Europa sono 19 i paesi vulnerabili con inevitabili ripercussioni sulla stabilità del sistema finanziario, e tra questi spiccano Olanda, Lussemburgo, Belgio e Danimarca.
L’Italia, grazie al contenuto aumento dei prezzi, rimane tra le nazioni più sicure.
Negli Stati Uniti l’ultimo CPI (indice dei prezzi al consumo) mostra che i prezzi degli affitti salgono ad un ritmo più elevato rispetto ai beni e servizi.
Il motivo principale è dato dalle politiche monetarie accomodanti che hanno sostenuto il valore degli immobili senza però creare offerta e sufficiente domanda.
Così l’incremento dei prezzi del real estate è aumentato a dismisura rispetto ai salari facendo diventare un lusso l’acquisto di una casa.
Intanto in Europa la causa principale dell’alto rischio bolla è contenuta nei bassi tassi d’interesse (pressoché pari a 0) che producono mutui low cost.
Questi sono influenzati da un mercato interbancario sottozero [vedi grafico Euribor] ovvero con un tasso d’interesse delle transazioni in euro delle principali banche europee negativo.

Così come negli USA, anche in Europa i prezzi aumentano più dei salari.
Tra il 2014 e il 2019 gli interessi medi sui mutui, dice il Financial Times, si sono dimezzati a quota 1,5%.
I redditi hanno visto uno sviluppo del 10% ma I prezzi degli immobili del 20% [vedi grafico 3].
Ecco quindi che la vera bolla si chiama disuguaglianza.

Fortunatamente non ci troviamo ancora nella situazione del 2007 quando, dopo la cartolarizzazione di 1000 miliardi di dollari in mutui, scoppió la bolla.
Comunque a spaventare sono i derivati garantiti dai mutui subprime ( prestiti o mutui erogati a clienti definiti “ad alto rischio”) : quelli emessi nel primo trimestre del 2018 negli USA sono raddoppiati.
E se tutta la paura creata attorno al coronavirus servisse per mascherare un tracollo economico mondiale, ad esempio dovuto allo scoppio di una bolla immobiliare?

Il parere dell’ economista

Riportiamo il parere della scrittrice ed economista Ilaria Bifarini :

” Ciao Riccardo, per scelta metodologica non avallo mai le ricostruzioni “complottistiche”, a meno che non ci siano prove inoppugnabili a sostegno.
Tuttavia, nel caso di questa epidemia, si nota un clamore mediatico sproporzionato rispetto alla sua letalità, che è notevolmente più bassa di epidemie che abbiamo affrontato in passato. L’impatto sull’economia, in particolare quella italiana, che per prima ha lanciato l’allarme in Europa, sarà devastante se continua questo clima di psicosi. La Confcommercio riporta come abbiamo già perso due miliardi di euro per mancati consumi e il turismo, settore molto fiorente della nostra economia, subirà un contraccolpo fortissimo, trascinando con sé tutto l’indotto.”

Ringraziamo la professoressa ed ora che avete tutto il necessario per esprimere una Vs opinione, diteci che ne pensate

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