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Terapia intensiva a Civitanova: libererà risorse per l’ospedale di Senigallia?

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100 posti di Terapia Intensiva a Civitanova libereranno risorse per l’Ospedale di Senigallia?

Il Comitato cittadino difesa Ospedale di Senigallia chiede alle istituzioni un passo avanti.
Mentre a Jesi è attivo l’Ospedale da campo della Marina Militare, su richiesta del Sindaco, e mentre Fabriano è ospedale no-Covid (dove peraltro verranno costruite quattro nuove sale operatore), a Senigallia l’Ospedale è riservato solo a persone “malate” di Covid19.

Ciò significa che ad emergenza terminata, mentre gli altri Ospedali ricomincieranno la loro attività ordinaria in breve tempo, a Senigallia ciò non sarà possibile.

Fino ad ora questa era la situazione e pertanto il nostro Ospedale non avrebbe potuto fare altro che gestire questi pazienti per mesi senza operare più fino a data da definire, dopo di che sarebbero rimaste solo le “macerie”.

Ora invece c’è un risvolto positivo per il nostro Ospedale.

Il Governatore Ceriscioli ha deciso, pur se in contrasto all’interno del suo partito e non solo, di fare una postazione emergenziale di Terapia Intensiva a Civitanova con ben 100 posti letto.

Questa decisione di Ceriscioli è presa pur in presenza di una diminuzione costante dei pazienti di Terapia Intensiva che dai n.162 ricoverati del 27 marzo sono passati in meno di un mese ai n.106 del 14 Aprile.

Tale decisione, che rispettiamo e di cui si prende la responsabilità, apre però un nuovo scenario sanitario per tutti gli Ospedali Covid tra cui il nostro.

Pertanto, nella soddisfazione della diminuzione di pazienti Covid positivi che necessitano della Rianimazione, siamo a porre una domanda semplice ma che ci sta a cuore-

si riprenderà ad effettuare la degenza ordinaria clinica e/o chirurgica esistente prima della pandemia?

Se per i pazienti Covid positivi ci sarà a disposizione, qualora ci fosse una recrudescenza epidemiologica (parole del Governatore), la struttura capiente di 100 posti letto a Civitanova gli Ospedali come quello di Senigallia dedicati ad ESSERE COVID POSITIVI riprenderanno ad effettuare la DEGENZA ORDINARIA clinica e/o chirurgica ESISTENTE PRIMA DELLA PANDEMIA?

Ovvero la Chirurgia e l’Ortopedia torneranno ad essere Reparti distinti con un loro Primario e ad effettuare interventi chirurgici e prestazioni traumatologiche ordinarie?
L’Oculistica avrà ancora la disponibilità operatoria e ambulatoriale, benchè insufficiente, di prima?
L’Otorinolaringoiatria sarà implementata come una Unità Dipartimentale, come promesso sin dal 2017 ma ancora mai attuata, con autonomia operativa gestionale?
La Neurologia tornerà ad avere i posti letto precedenti e la Cardiologia verrà finalmente implementata anche giuridicamente con una Utic di Terapia intensiva cardiologica?

Naturalmente abbiamo anche a cuore , l’Oncologia senza primario, i servizi di Laboratorio e Radiologia senza Responsabili, la Fisioterapia anch’ essa passata nel dimenticatoio etc….

E’ una domanda fondamentale che non intende criticare ma sollecitare le Istituzioni a potenziare la sanità locale e che se non si capisce ora dopo questo momento di emergenza non si capirà mai più.
Come sempre confidiamo nelle risposte da parte di Ceriscioli, Volpini e Mangialardi che, se positive, sarebbero per i cittadini una sorpresa migliore di quella trovata dell’uovo di Pasqua.

da Comitato cittadino a difesa dell’ ospedale di Senigallia

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