Regione CalabriaRegioni

Un piccolo borgo di nome “Luzzi”: cittadina calabrese in provincia di Cosenza

1 Mins read

Paese immerso tra le ginestre e il castagno fiorito, sormontato sui colli ai cui piedi confluiscono due torrenti,(Ilice e San Francesco),nella valle del Crati in provincia di Cosenza. Secondo alcuni storici si dice che sorga al posto dell’antica “Tebe Lucanae”, mentre altri attestano come “Castrum Lucji in Valle Gratis”. Secondo altri, invece, potrebbe derivare dai “Lucci”, pesce che popolava il torrente Ilice. Di particolare interesse sono le Chiese, il palazzo Vivacqua, il “Torrione”, le cappelle votive, e i portali dei casati nobiliari del luogo. Da visitare è l’Abbazia di Santa Maria della Sambucina, fondata dai Cistercensi, ovvero i “monaci Bianchi”, intorno alla seconda metà del XII secolo. Anticamente una grande cattedrale, ma a causa di un terremoto, è rimasta solo l’ Abbazia, da notare il portale con un  grande rosone centrale , prototipo dell’architettura gotico-ogivale dell’ Italia Meridionale. Tale Abbazia ha ospitato nel medioevo uomini illustri come: Gioacchino da Fiore , Carlo V , Pietro Lombardo e Francesco Accursio.

Importante è anche il palazzo comunale costruito nel XVIII secolo, noto come palazzo Vivacqua e proprietà dei Principi Firrao per dirigere e amministrare le loro numerose proprietà locali , ed il palazzo è in perfetto stile rinascimentale.

Tra i diversi usi e costumi del luogo, emerge la figura della “ PACCHIANA”, abito nuziale utilizzato dalle giovani donne popolane Luzzesi. Il vestito mostra colori vivaci e il tessuto nelle trame preziose della seta e del velluto, da una lunga gonna con un fazzoletto sul capo , insieme a tanti merletti. Le fanciulle da marito amavano anche ornarsi di orecchini , perle ,coralli e sul capo indossavano un fiocco rosso colore denominato “Ntrizzaturu” , per augurare prosperità e fecondità agli sposi.

Tra gli innumerevoli piatti tipici bisogna gustare la famosa “Grupariata” una sorta di pizza rustica con : acciughe e  peperoncino piccante. Per accompagnare tale delizia in preminenza emerge il vino Doc “SAN VITO” della famiglia Vivacqua. Anche essendo una cittadina del Mediterraneo , non mamcano anche le industrie . La più importante è il calzaturificio “Cesare Firrao”( dei F.lli. Altomare) che esportano scarpe in tutt’ Italia e in tutto il mondo.

Inoltre il 19 settembre del 2019 , la cittadina calabrese si sarebbe piazzata al ventesimo posto, nella classifica stilata tra i Borghi più belli del 2019 del nostro Paese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *